Pages

Labels

mercoledì 20 marzo 2013

Abbi Dubbi

Joan Jett

Ho avuto ettolitri di dubbi, nella mia gramavita - vitagrama.
Il primo dubbio iperbolico me lo sbatterono davanti i miei.
Dovevo decidere come chiamare o non chiamare la sorellina.
Bah, a quattro anni son begli affari.

Il secondo venne fuori sugli otto. Violino o Pianoforte. 
Violino.
Forse per il suono, forse perchè il maestro era più gnocco. 
[ero già abbastanza sveglia, tocca ammetterlo.]

Il terzo nonmeloricordopiù.

Il quarto fu il futuro.
Dopo la parentesi dell'astronauta, poi della maestra e poi della cantante rock, mi feci rapire dallo spot della swatch sul primo trapianto di cuore.

E scelsi di voler fare il chirurgo.

E finisce che, dopo 10 anni dalla scelta, nel chiuso degli striminziti spogliatoi delle donne, mi guardo allo specchio in divisa verde e mi commuovo.
Sono tutta tosta e tutta scena, signori.

Buona serata

giovedì 14 marzo 2013

Tanto è fumata nera.


Buongiorno a chi s'imbatte in questo spazio e, sfiduciato, sentenzia:
"Ennò, n'artra foto de San Pietro nun la posso aregge"

Fermo, amico annoiato, non chiudere tutto.
Leggete armeno er post.

Ieri, giornata di studio. Tra Aorte dissecate ed emboli polmonari, m'imbatto nel messaggio di una collega universitaria "16.15 scappiamo da farmaco e andiamo a Piazza San Pietro, sì?"

 - Tanto è fumata nera - dico.
 "Ok." Rispondo

Sì, vero. La coerenza non è mai stato esattamente il mio forte.

Pioggia scrosciante, cielo padano che più padano non si può con qualche nuance grigio-londinese, però chiudo le sudate carte. E parto per San Pietro.

In Piazza facciamo il Totopapa.

 - Per me è l'Americano, quello s'è rivenduto i beni della Chiesa per risarcire le vittime della pedofilia -
"Bello, ci piace il papa che mette prima gli altri e poi i beni. E che parla di pedofilia."

 - Per me è quell'altro, là. Il papa nero. - 
"no ma statte zitto pe ccarità, che Nostradamus c' ha visto ggiusto na vorta e due pure"

- Per la suorina davanti è indifferente chi sia e per l'amico ciellino, perchè tutti hanno un amico ciellino, non può essere altri che Monsignor Scola. -

La pioggia scroscia sempre più forte, viene giù a catinelle e ad un certo punto pare stia proprio grandinando.
Una TV tedesca cerca di intervistarmi in tedesco, ma io - il tedesco - proprio non lo parlo e finisce che sparo una frase circostanziale in English.

Aspettiamo la fumata delle cinque, ma il gabbiano non si sposta ed il comignolo non emette nemmeno uno sbuffo. Che sfiga. 
- Se fuma, allora è nera. - penso. 
Ma proprio non vuole fumare, quel comignolo.

La signora davanti è mia corregionale e m'inizia a parlare dei millemila nipoti, delle figlie e di quando lei è stata battezzata. Non so perchè, i corregionali del meridione, quando s'incontrano si sentono automaticamente a casa e tendono a raccontarti ogni dettaglio della loro vita.

Sono le sette e ancora non fuma. Sono le sette e cinque, ed è fumata bianca.
Gioia in piazza, salti a destra e manca. Spintonando arriviamo avanti, molto avanti.

"Habemus Papam"

E finisce che, pur non essendo il più fervente tra i ferventi cattolici, ti senti un pezzettino nel puzzle della storia, una voce che urla nella piazza gremita.
Quando il papa sceglie il nome Francesco i visi di mille colori quasi si commuovono.
Francesco sa di umiltà, sa di ultimo. 

Che poi il papa sia un Gesuita ed abbia scelto il nome più in onore di San Francesco Javier che per il Povero d'Assisi, in tutta onestà, interessa poco. 
Che poi Nostradamus, in una celebre quartina, abbia predetto l'avvento del crudele papa nero, punto di riferimento massimo della Compagnia di Gesù, interessa ancora meno.

Era visibilmente sorpreso, Papa Francesco.
Ha arrabattato tre parole, niente massime shock o sententiae radical chic e le ha scaldate con l'accento latino americano.
E ci ha invitato a pregare, in piazza.
C'era un silenzio magico, un silenzio che ti squarcia e che davvero non ti aspetti.

Auguri Papa Francesco. 
E speriamo bene.

giovedì 7 marzo 2013

frisbee

A voi piace, il mare? A voi piace quel suo movimento eterno, sempre uguale e sempre diverso? Quelle increspature piccole, quei riccioli che ha perfino quando è calmo? Pagherei. Per un pò di salsedine solo. Per un pò di sabbia e di bimbi che si lanciano il freesbee, per i vecchi della bassa Romagna con le bocce ed i gessetti. Invece, niente. Una casa vuota, non volano frisbee ma silenzi, sempre più simili a loro stessi. Vorrei, in questo piatto succedersi di giorni e di visi, un pò di suono del mare. E andrebbe già bene, così.

giovedì 13 dicembre 2012

Back to the Future.


Mi viene da vomitare.
Mi viene da vomitare ma non sono incinta, grazieaddio.

Quello dei vecchi volti che propongono nuovi progetti è un vizietto tutto all'italiana.
Ma così stiamo messi veramente male.

Silvio, il Silvio, minaccia di tornare da anni. "Io torno, eh. Mi consenta, l'Italiano medio."
Non c'era tanto da essere stupiti.
Ma torna ed ha contro un giovane volto della politica, una faccia nuova: Bersani.

Beh, ma ci sarà un' alternativa ! Siamo in democrazia, amici !
Beppe Grillo.
Il volto disgustoso del populismo che t'infinocchia con una risata.

Aveva ragione, un vecchio lupo di mare. Chi per questi mari va...

martedì 18 settembre 2012

WakeUp!

Over the castle Pictures, Images and Photos

Mi dicevano.

Mi dicevano, quand'ero bambina, che ogni cosa ha un suo posto, nel mondo. Che ogni persona ha una sua dimensione, una sua ragione di vita, un suo progetto da portare avanti.
Mi dicevano, quand'ero bambina, che ogni cosa si supera, ogni persona è plasmata dalla vita e sa plasmare gli eventi della propria esistenza.
Mi dicevano, crescendo, che non dovevo aver paura di nulla, mai.
Che camminando camminando avrei tracciato un sentiero, che avrei potuto ripercorrerlo qualsiasi volta ne avessi avuto voglia, imbattendomi nelle curve della memoria, negli strapiombi dell'esistenza, negli scherzi del quotidiano. L'avrei ripercorso, avrei guardato bene i miei trascorsi, riguardato i colori che mi hanno resa la donna di oggi, la rosa che ieri era bocciolo.

Ripercorro - alle volte ho paura.
Ripercorro ma so che la strada non finisce, continua tra le fronde degli uliveti, sui terreni arsi dal sole, slavati dalla pioggia, tra i campi verdeggianti e profumati di primavera.
Si attraversano tanti paesaggi, se si ha la forza di continuare a camminare, se si ha sufficiente memoria per ricordare quanta strada si abbia già percorso.

Non ho paura, non voglio averne.
Questa strada è solo mia e accanto ho buoni compagni di viaggio.
Libri, musica, poesia. Amore.

Accompagnatemi, sono ancora qui.

E se Tu, che tutto puoi, dovessi avere un attimo. Beh, dammi una mano o anche solo una piccola benedizione, una parola gentile, una carezza immateriale.

Camminiamo, c'est bon.

lunedì 16 luglio 2012

Se se va n'paro, c'è già da sta contenti.

By Photobucket
Sì. Credo mi rispecchi, questa immagine. Salto nel vuoto, pensieri pesanti, macchie di colore.
Noia, Nausea, Esami, Psicanalisi.
Ti senti un pò Bukowski, un pò un fallito, ma cerchi di prenderla alla leggera, di gustarti il buono che c'è.
Poco tempo, poca chiarezza, poco cibo, poca forza d'animo.
Poco di tutto: pochezza.
"E' un bene ."
Sarà pure un bene, ma a questo genere di bene preferivo un male. Un gran bel male. Sputacisopra.
Ma annatevene a fanculo, tutti quanti siete vah. Voi, il bene, il vostro delirio d'onnipotenza e la mia sensazione di inadeguatezza.

Quarto anno. Meno due, e poi si balla. Meno due e adda passà a nuttata.
Adda passà.


sabato 9 giugno 2012

MDNA

Girl gone wild


Mastzellen all'attacco, sto degranulando.
Si va per campi, in cerca di pace interiore. E si degranula per 2-3 ore belle piene.
Madonna si bea tra giovani aitanti e double face, io mi beo tra madonne, Abbas e Widmann on arrival.

Che narrare.
Giorni tragicamente simili, orge emozionali di sentimenti contrastanti.
Campagne, prati in fiore. Granaglie incastrate negli sportelli delle auto, scarpe impolverate.

Tanta voglia di fare, tanto dolore fisico e confusione mentale.

Non abbiamo paura, io credo.
5 Yen.
Va bene così.
 

Blogger news

Blogroll

About