[Bob Marley]
"C'è un concerto reggae. Vuoi fare sorveglianza col dottore?"
Mh.
L'ultima volta che feci sorveglianza durante un concerto, fu per una neomelodica napoletana. Fu di una noia sconcertante ed il pubblico non aveva nè rasta, nè damigiane da cinque litri.
"Sì dai."
Avevo strutturato un programma bomba per la serata: a studio finito, almeno 5-6 dylan dog. Poi letto.
Invece, mi vesto.
Arrivo, il concerto è militarizzato, ma in fondo me l'aspettavo. Fino a qualche anno fa ce annavo io pure, vestita di canapa o con corpettini aderenti. Ricordo ancora un concertone di qualche anno fa, pieno di vino e d'allegria in cui un rastone mi coprì completamente coi rasta e mi baciò.
Le nostre madri credo stiano ancora cercando di smacchiarci i jeans, le converse bianche le buttai direttamente, tanto erano diventate rosa e s'erano forate per via di una scintilla.
Guardo il poliziotto all'ingresso, ci sorridiamo.
"Sò ragazzini eppure se distruggono, guarda che accidenti amo sequestrato". Dalle bottiglie di birra all'absolute vodka il passo è breve. eppure l'età media sarà di 15-16 anni, con qualche adulto e qualche outsider col mito di Bob sulla testa e nei polmoni.
Sorrido ripensando alla storiella del rastone, l'omino della coscienza mi si mette appollaiato sulla spalla e mi dice "sei borghese, arrenditi!"
No, non m'arrendo.
Il sound è simpatico. Però io vivo di rock ed il reggae dopo 20 minuti mi annoia, se in pieno possesso delle mie facoltà.
Mentre viaggio con la mentre tra i rasta del rastone, chiamano il doc.
Lo spettacolo è quasi ovvio.
"ragazzina, sedicenne, svenuta. Probabile coma etilico."
[quello che mi evocherò appena laureata]
Qualche scossone e si ripija. Però gli amici la mollano vicino all'ambulanza "grazie dottò, sennò nun ce vedemo er concerto". Un tizio cade e sbatte la testa, in un angolo un ragazzino coi leggings si vomita addosso, una tipa col semipermanente s'è ustionata il piede.
I poliziotti piantonano le uscite, girano con le torce accese per controllare palmo a palmo a terra.
Mi siedo, guardo il palco, il tempo di un respiro.
Sono borghese, m'arrendo.
Vostra, Astro.





